Giovanna Cusenza – Giornalista Free Lance International Press

8 novembre, 2015

1° Borsa del Turismo Extralberghiero in Sicilia: Intervista al responsabile Assoturismo Confesercenti di Trapani Sergio Ciulla.

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 1:23 pm

cucinasicilianaLa giornata del 7 novembre, nei locali della biblioteca comunale di Calatafimi Segesta, ha visto crescere la voglia di fare turismo al di fuori dalle istituzioni pubbliche che, oggi, cercano di frenare le iniziative private di chi di turismo ne fa un mestiere. Si è svolta qui la “1° Borsa del Turismo Extralberghiero” della Sicilia.
Chiediamo a Sergio Ciulla responsabile Assoturismo Confesercenti per la provincia di Trapani:
Abbiamo preso atto di una grande partecipazione di operatori sia Buyers che Sellers a questo evento. Quali sono state le difficoltà organizzative?
• I principali ostacoli sono venuti dagli enti pubblici quali Regione Siciliana e Comuni che, anche se avvertiti con sufficiente anticipo, hanno poco creduto ad una iniziativa di operatori privati negandoci quindi sia aiuti economici, sia promozione attraverso i propri canali. Praticamente siamo stati trasparenti ai loro occhi.
E la scelta di organizzare l’evento a Calatafimi Segesta?
• Diamo merito al sindaco di Calatafimi Segesta che ci ha supportato col prezioso aiuto del suo Assessore al Turismo Aldo Marchingiglio che ha dato modo di far conoscere la città a utenti internazionali qualificati che di sicuro programmeranno tours e soggiorni in questo splendido territorio.
Quali sono stati i riscontri?
• In attesa che i Buyers intervenuti programmino i loro pacchetti vacanze per la stagione 2016, possiamo già parlare di un grande successo. Oggi il turismo sta cambiando e si spinge verso confini più integrati con la popolazione locale. Ben vengano i B&B che ospitano nelle proprie case, ben vengano le Associazioni gastronomiche culturali che, oltre a fornire ristoro, possono insegnare la cultura gastronomica fatta di percorsi sensoriali che forniscono al turista un bagaglio di conoscenze che saranno sempre loro nel corso degli anni. Non è questo un fattore migliore che resta nella loro mente invece che il solito souvenir? Ringraziamo a tal proposito l’Associazione non profit “Cucina Siciliana” che, grazie all’esperienza delle proprie associate “Cummari Trapanisi” si è messa a disposizione per integrare i futuri pacchetti di viaggio degli operatori con proposte di iniziative sensoriali dedicate al gusto ed alle tradizioni culinarie della Sicilia.
Che ruolo hanno avuto i privati e l’associazione di categoria Confesercenti?
• L’ideazione dell’evento nasce da una azienda privata, la Crilù Travel di Palermo che è stata supportata in fase organizzativa dalla Confesercenti Regionale per la divulgazione dell’evento ai propri associati. Anch’io posso vantarmi, come responsabile Assoturismo Confesercenti della provincia di Trapani, di aver portato a termine l’organizzazione della Borsa del Turismo Extralberghiero che, ricadendo come sede nella provincia di mia competenza, mi ha molto impegnato per diversi mesi
Questo evento avrà un futuro?
• L’idea iniziale è quella di renderlo un evento annuale. Adesso ci prenderemo un po’ di tempo per le opportune valutazioni e ricominceremo a lavorare per il futuro sperando che, avendo dimostrato che c’è un interesse notevole degli operatori europei per il nostro territorio, qualcuno possa darci una mano anche economicamente.
Qualche apprezzamento è già arrivato?
• Ne sono arrivati già molti ma mi riservo di ringraziarli nei prossimi giorni quando avremo dei dati più precisi per fare il punto della situazione e quindi per sapere se tali apprezzamenti sono davvero meritati.

Giovanna Cusenza

Annunci

16 luglio, 2014

Vino e religione

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 8:57 am

vinoreligiosoMolti popoli e culture del passato hanno attribuito al frutto della vite un alto valore simbolico, fino ad assumerlo ed integrarlo nella propria tradizione culturale e per alcuni anche religiosa.
Nell’ebraismo, fin dall’antichità il vino ha costituito un segno forte per la vita del popolo d’Israele, nella Bibbia più volte definito come una vite, trapiantata da Dio dall’Egitto alla Terra Promessa.
Ripetutamente si fa riferimento a questa immagine, sottolineando come il Signore si prenda cura della Sua vigna e la protegga dagli attacchi degli animali selvatici e dai predoni. Nei riti che si svolgevano nel Tempio, tra le offerte della carne e delle primizie della terra venivano condotte all’altare offerte di vino, bevanda largamente diffusa tra gli ebrei, così come tra tutte le popolazioni dell’area mediorientale e mediterranea.
Tra i popoli antichi era costume aromatizzare il vino con l’aggiunta di spezie odorose, e farne talvolta un potente anestetico mischiandolo con dosi di mirra. I romani e i greci usavano diluirlo con acqua e berlo in ricche coppe o in preziosi calici.
Il vino degli ebrei era invece diverso dagli altri, coltivato e prodotto seguendo specifiche regole di Kasherut (1), non poteva essere mischiato con quello degli altri popoli, destinato alle divinità pagane.Questa esigenza portò allo sviluppo di peculiari tecniche, volte a produrre una viticoltura esclusiva. Così concepito, il vino ebraico entrò a far parte, come elemento importante, della liturgia religiosa, che ne fa tuttora uso nelle festività più sacre e nei momenti più gioiosi.
L’inizio e la conclusione dello Shabbat (giorno sacro agli ebrei, che inizia al tramonto del Venerdì e si conclude con quello del Sabato) è segnato, ad esempio, dalla benedizione del pane e di una coppa di vino, sulla quale si recita la berachà (2): “Benedetto sei Tu, Signore Dio nostro, re dell’universo che hai creato il frutto della vite”. Nel rito del matrimonio, durante le grandi feste e soprattutto durante la Pasqua (in cui le coppe si alzano per ben cinque volte, alle cinque diverse benedizioni guidate dal capofamiglia), il vino si rende presente quale elemento santificatore e portatore di letizia. Il cristianesimo eredita dalla tradizione ebraica questa cultura, pur attribuendole un significato completamente nuovo.

Nella Chiesa cattolica esso è, infatti, indissolubilmente legato al sangue di Cristo versato sulla croce, e segno tangibile della Sua presenza nella Chiesa, mediante l’Eucarestia. Nella liturgia cattolica, ricevendo sull’altare l’offerta dell’uva, il sacerdote recita una benedizione molto simile a quella ebraica sopra menzionata, dicendo a nome di tutti i fedeli: “Benedetto sei Tu, Signore, Dio dell’universo, dalla Tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della vite e del lavoro dell’uomo…”. Simbolo di sacralità, di gioia e di divinità, il vino rappresenta un fattore di unione e di comunione degli uomini tra di loro e con Dio. Viene associato alla festiva atmosfera dei banchetti del passato, in cui non veniva mai a mancare. Ciononostante, tanto nell’ebraismo, quanto nel cristianesimo viene condannato l’uso sregolato di questa bevanda inebriante, per i pagani nettare degli Dei.

(1) Corpus di norme che tuttora regolano l’alimentazione ebraica.(2) In ebraico, ‘benedizione’.

RICETTE DAL MEDIOEVO

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 8:50 am

convivioNuove pietanze curiosamente preparate come ai tempi del Medioevo

Calamari arrostiti (in lingua medievale)
“A il pesce calamaro, cavali l’interiori per li orecchi e per quelli medesimi mettivi sale. Fallo cocere un pocho presso lo foco. Poi illarda sottilmente e studiosamente, quasi fosse un fagiano, e di nuovo l’arrosti abbastanza. Mangia con succo d’aranci, citrangole, aqua rosa e limoncelli”.

E’ una preparazione stravagante, quella appena descritta? No, perché anche oggi si usa cucinare i crostacei con l’aggiunta di pancetta di maiale ed Il limone non manca mai nei piatti di arrosto di pesce.
Trippa porrata
Vi vuole: trippa di vitello o maiale, porri affettati, brodo di pollo.  Fegato della carne scelta. Acqua, aceto di vino, vino secco. Cipolle, pane sbriciolato, cannella, chiodi di garofano e sale.Affettare la trippa. In una prima pentola  unire il brodo il vino e la trippa portando il tutto ad ebollizione. Sobbollire per tre quarti d’ora fino a completa cottura. Affettare i porri e le cipolle, aggiungerli in pentola, continuando a sobbollire fino a completa cottura delle verdure. In un’altra pentola, bollire dell’acqua e mettervi il fegato affettato per dieci minuti circa. Lessato, lo si schiacci in una ciotola, fino ad ottenerne un impasto, avendo cura di aggiungere il pane sbriciolato, l’aceto e le spezie. Unire il tutto nella prima pentola, dove si terminerà la cottura per dieci minuti. Servire direttamente dalla pentola nel piatto di portata.
Taccuini Storici – di Alex Revelli Sorini

26 febbraio, 2013

L’HAPPY HOUR

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 12:28 pm

L’attuale crisi economica ha cambiato anche il modo di incontrarsi e di ristorarsi creando nuove opportunità che gli esercenti di bar, pub, birrerie, enoteche hanno immesso nel mercato cercando alternative che possano aiutare anche a risparmiare. L’happy hour nasce nei paesi anglosassoni come idea per attirare la clientela nei pub, dopo una giornata di lavoro, con sconti su bevande alcoliche. L’abitudine, in Italia, ha subito una trasformazione: quello che veniva definito “il momento dell’aperitivo”nel quale si beve una bevanda alcolica o analcolica accompagnata da semplici stuzzichini salati, adesso comprende un ricco buffet. Questo accade tra le ore diciotto e le venti in molti bar dal Nord al Sud della Penisola. Ci si trattiene sino all’ora di cena prendendo qualcosa che stuzzichi lo stomaco come un campari, un crodino, un aperol soda assieme ad accompagnamenti che saranno più o meno generosi e uno spuntino può diventare una vera e propria cena. Con pochi euro ci si può rimpinzare di pasta al pesto, di risotto o di pizza e di un sacco di molte altre cose. Tanta varietà a volte in porzioni talmente abbondanti che non è solo il preludio alla cena ma diventa un pasto a tutti gli effetti. Il mercato degli amici dell’happy hour è in continua crescita per i motivi più disparati: basso prezzo percepito, grande varietà di piccoli assaggi, musica ed atmosfera amichevole e un po’ vacanziera. Nelle grandi città l’happy hour ha sicuramente una maggiore diffusione, rappresenta un momento sacro della giornata, un’abitudine sociale in cui si ha l’occasione di chiacchierare, incontrare amici, di bere buoni cocktails sorseggiare quelli che vanno per la maggiore come Mojito e Spritz. È un evento in cui si radunano la famiglia, gli amici, un pretesto per rallegrarsi alla fine della giornata. Attualmente , in tempo di crisi, sempre più persone considerano l’happy hour una valida alternativa ad una serata al ristorante.

Giovanna Cusenza

22 novembre, 2011

LA COLOMBAIA A TRAPANI

Torre del Castello di Mare

Torre del Castello di Mare

Nel centro storico della città di Trapani, quartiere Baracche, a qualche metro dalla Torre di Ligné, sorge il porto piccolo, quello dei pescatori, protetto dall’imponente mole della torre Colombaia, chiamata altrimenti torre del Castello di mare.

La costruzione rappresenta una delle cinque torri raffigurate nello stemma della città e, secondo una leggenda, era da qui che i colombi partivano per consegnare i messaggi a chi presidiava le altre torri; un’altra leggenda vuole che il “Castello” si chiami così in onore delle colombe sacre a Venere, dea adorata sul Monte Erice. Il sito rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia e la prima fonte, assolutamente storica, che menziona in questo luogo un insediamento militare, è rappresentata da Diodoro Siculo: sarebbe li sorta intorno al 260 a.C., voluta da Amilcare Barca, generale cartaginese padre di Annibale, una torre detta “Peliade”, al posto del preesistente faro. Il nome deriverebbe dall’aspetto conferito alla costa vista da lontano, da parte di una bassa vegetazione erbacea, che pareva quasi ricoprire di peli la terra. Alcuni storici pensano che la volgare denominazione della Colombaia risale al tempo della dominazione romana, in quel periodo l’isoletta, che serviva ai Cartaginesi come base per le loro battaglie, cadde sotto l’assedio romano e fu conquistata in una sola notte ad opera del console romano Numerio Fabio Buteone. Poi la struttura, abbandonata, diventò nido di colombe.

Opera monumentale, simbolo stesso della città di Trapani che nei tempi passati ha raggiunto il massimo dello splendore, negli ultimi decenni è stata definitivamente lasciata all’incuria dei politici e della burocrazia. Eppure un tempo la “Colombaia” fu nido d’amore tra sovrani e regine! Nel 1360 ospitò la regina Costanza di Castiglia che doveva andare in sposa a Federico III; nel 1408 il re Martino il Giovane fece costruire un pontile in occasione dello sbarco a Trapani della sua seconda moglie Maria. Oltre che un luogo storico, dal 1821, la Colombaia fu adibita a carcere per i trapanesi insorti ai moti indipendentisti italiani, destinazione che mantenne per oltre un secolo. La Colombaia fu anche scenario di misteri: Giuseppe Maltese e Andrea D’Amico, due giovani architetti trapanesi, scoprirono, una decina di anni fa, stilando la loro tesi di laurea sulla Colombaia che, nel 1965, all’indomani della chiusura del carcere, venne murata un’intera ala del Castello. Cosa si voleva celare? E’ proprio a questo punto, che la vita della Colombaia si ferma e comincia la sua rovina, anche se, nel 1993, venne effettuato un restauro conservativo da parte degli architetti Filippo Terranova e Giovanni Vultaggio. Attualmente, la fortezza della Colombaia presenta quattro piani, il più basso dei quali era adibito a cisterna, a pianta circolare scavata nella roccia, alla quale si accedeva attraverso una botola dal piano sovrastante. Quest’ultimo si presenta come un unico ambiente di forma ottagonale, coperto con un solaio ligneo. Il secondo e terzo piano, collegati da una scala in pietra a due rampe in aggetto, si presentano molto simili al primo; unica variante è la copertura del terzo piano costituita da una volta ad ombrello con costoloni smussati che poggiano su otto semicolonnette con capitelli. Da quest’ultimo piano una scaletta, ricavata nello spessore murario, conduce alla terrazza. Nell’insieme la tipologia mostra innegabili influssi svevi a partire dalla pianta ottagonale che la ricollega ad un’altra fortezza sveva, il Castello del Monte che si trova in Puglia ed alla torre “di Federico” ad Enna. Adesso, questa torre ottagonale mostra una recente crepa che diventa sempre più profonda di giorno in giorno, ma anche all’interno il castello si presenta male: pareti e tetti crollati, scritte dappertutto, un vero scempio! Furti e danni che si sono perpetrati in questi anni fino a ridurLa all’odierno stato. Fino a qualche mese fa, legalmente, la “Signora del Mare”, come è stata soprannominata, apparteneva al Ministero per le infrastrutture ed era in gestione ad un ente, l’Autorità portuale, messo in liquidazione, così tutto restava fermo. L’associazione trapanese “Salviamo la Colombaia”, che da anni segue il destino della struttura, chiedeva che si potesse attivare, all’interno della costruzione, una seria iniziativa per recuperarLa e valorizzarLa. Inoltre, durante l’estate, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, sono state raccolte 6.500 firme di cittadini, per chiedere alle Autorità preposte un pronto intervento. E’ stata anche inserita da Legambiente Sicilia nel circuito di una manifestazione “Salvalarte 2008”, e durante la campagna “I Fenici e il mare”(che mira alla riscoperta dei luoghi attraversati da un popolo che ha lasciato nel Mediterraneo un enorme patrimonio archeologico), il Castello è assurto agli onori della cronaca. Non solo, sono stati puntati i riflettori sulle pessime condizioni nel quale versa il complesso monumentale, ma è stato anche messo in risalto il suo straordinario patrimonio architettonico, unico nel suo genere e la sua  particolare collocazione in un ambiente naturale di rara bellezza.

Per quanto riguarda lo stato di stasi burocratica della Colombaia, è notizia degli ultimi giorni, lo sbloccarsi dell’iter di sdemanializzazione dell’immobile. In passato il Comune di Trapani aveva chiesto di acquisirla nel proprio patrimonio, ma nel 2003, sia la Regione Sicilia che la Provincia Regionale di Trapani avevano avanzato le loro pretese per impossessarsene, fermando così tutto. Nel 2005 la Regione Sicilia aveva dato il suo nullaosta al Comune di Trapani, in questo modo mancava solo quello della Provincia Regionale di Trapani. Qualche settimana fa, il Ministero, riprendendo l’iter, ha invitato la Capitaneria di Porto a convocare una riunione, poi tenutasi in Prefettura, durantela qualeil Presidente della Provincia ha rinunciato all’acquisizione della struttura. Si è giunti ad una svolta importante: adesso la costruzione sarà oggetto di recupero e i cittadini in futuro potranno godere di un pezzo di storia e di cultura .

8 gennaio, 2011

NATURISMO in Sicilia: una moda o un modo d’essere?

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 4:10 pm

naturismoE’ alla fine degli anni ’60 che in Italia appaiono i primi gruppi di nudisti. In quel momento di contestazione venivano associati alla trasgressione e confusi con la perversione e la pornografia.

La nudità, di per sé, non è certo condannabile se praticata nei luoghi e negli spazi opportuni senza ledere l’altrui senso del pudore. Attualmente il naturismo è una filosofia, uno stile di vita accettato in quasi tutti i paesi occidentali, ma non è sicuramente un’idea nuova, già in culture come quella giapponese, romana, hawaiana e greca la nudità era praticata; poi, con l’inquisizione, fu considerata indecorosa. In tempi più recenti, il naturismo si sviluppa invece, in Germania, dopo la prima guerra mondiale e si estende in gran parte dell’Europa. Si diffonde anche negli Stati Uniti, Canada e Australia dove intere famiglie si ritrovano su spiagge solitarie e nascono campeggi per trascorrere vacanze all’insegna della nudità totale.

La società odierna, parla tanto di rispetto reciproco, di riscoperta del proprio corpo, di ritorno alla natura e richiede perciò ai naturisti di attenersi ad alcune regole: incontrarsi in luoghi pubblici riservati, nelle spiagge nudiste, nei centri vacanza nudisti, in barca, in montagna nei luoghi solitari. Esistono in Italia e in Sicilia associazioni di naturisti che considerano il naturismo un modo di vivere in armonia e a diretto contatto con la natura, caratterizzato dalla pratica della propria nudità integrale in promiscuità di sessi e di età con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Promuovono, infatti, il naturismo attraverso la partecipazione ad iniziative ambientaliste e salutiste, come l’Operazione Spiagge Pulite, impegnandosi a pulire tratti di spiaggia con la collaborazione di Lega Ambiente e del WWF.

Organizzano momenti d’incontro e di amicizia in ambito sportivo. In un mondo in cui tutto è stato devastato, calpestato, i naturisti vogliono tornare alle origini in un mondo libero in cui i corpi usufruiscano della naturalezza primordiale e dei benefici che la nudità può dare al nostro corpo e alla nostra psiche. La terra di Sicilia con le sue coste ha gli spazi e i luoghi ideali in cui questi viaggiatori particolari possono trascorrere le vacanze in questa splendida stagione estiva.

DOVE PRATICARE IL NATURISMO IN SICILIA

AGRIGENTO – Sicilia Spiaggia vicino alle dune, oltre il campeggio, all’altezza del capolinea della circolare.

CATTOLICA ERACLEA – Agrigento – Sicilia Spiaggia naturista: dalla spiaggia di Eraclea Minoa a destra verso Capo Bianco, tra il capo e la foce del fiume Platani. Frequentata da gay.

LAMPEDUSA – Agrigento – Sicilia Spiaggia nudista in località Guitgia e all’ Isola dei Conigli, a destra della spiaggia sulla scogliera chiamata Ballata bianca.

CATANIA – Sicilia Spiaggia naturista in località Caito, attraversare l’ultimo binario della stazione Fs. ACIREALE – Catania – Sicilia Spiaggia naturista vicino al Mulino.

GIANPILIERI – Messina – Sicilia Autostrada A20 uscita Tre Mestieri, Messina sud; o lungo la statale 114. SAN SABA – Messina – Sicilia Spiaggia naturista vicino a Messina. Autobus per Piano Torre, zona Montagne di Sabbia, spiaggia Rasocolmo a 33 km da Messina sulla statale 113 verso Palermo, oppure al km 14, uscita autostrada Villafranca.

MILAZZO – Messina – Sicilia Spiaggia aturista su viale Marinaio d’Italia, sulla scogliera zona Tono.

OLIVERI – Messina – Sicilia Spiaggia naturista sui laghetti in posto tranquillo. A 50 metri dal mare, camminare per 3 km da Marinello sul sentiero che porta ai laghetti. Luogo frequentata dai gay.

STROMBOLI – Messina – Sicilia Grande punto d’incontro per naturisti sulla spiaggia lunga a Stromboli. La lunghezza della spiaggia di Stromboli e’ di circa 1000 metri. Fatta di sabbia nera finissima e larga una cinquantina di metri, e’ frequentata da tutti i tipi di persone quali comitive straniere e moltissimi italiani provenienti dalle zone di Napoli e della Sicilia.

TAORMINA – Messina – Sicilia Rocce Bianche in località Spisone, sotto lo svincolo dell’autostrada A18, uscita Taormina. È una spiaggia naturista prevalentemente frequentata da gay che provengono da tutta l’Europa per le vacanze, in quanto vicinissima a Taormina. Per arrivarci: Dallo svincolo autostradale di Taormina procedere in direzione Messina, a circa 500m. si trova un cartello piccolo con la scritta LIDO RE DEL SOLE, scendere sulla spiaggia e camminare 100m. tra gli scogli in direzione Messina. Fraz. Forza D’Agrò: contrada Parrino, prov. Di Messina. Si trova tra Letojanni e Sant’Alessio(ME) per raggiungerla bisogna uscire al casello autostradale di Taormina e andare verso il paese di Letojanni, quindi proseguire fino al camping Paradise: da qui è possibile accedere alla spiaggia nudista. Oppure, se non si vuole pagare l’ingresso al campeggio, si può posteggiare nel parcheggio poco più avanti dell’ingresso del camping e raggiungere la spiaggia passando sotto il tunnel della ferrovia. E’ frequentata sia da coppie, piccoli gruppi (gay e non) e singoli; è comunque un buon ambiente, discreto ed educato.

NEWS: Nascerà sulla spiaggia di Forza D’Agrò, a quattro chilometri da Taormina, la prima oasi per nudisti in Sicilia. Lo ha annunciato il sindaco della piccola cittadina, Carmelo Lombardo, 51 anni, architetto. Il sindaco ha maturato l’idea dopo aver constatato che in una delle spiagge del suo paese di nudisti ce ne sono già tanti. La zona prescelta per il campo si chiama “Fondaco Parrino” e si trova nel cuore del polo turistico a due passi da Taormina e Giardini Naxos. La spiaggia è da anni punto di raccolta dei naturisti siciliani e stranieri. Per il comune di Forza D’Agrò quindi, si tratta solo di “legalizzare” il tutto in maniera tale che gli amanti della tintarella integrale non vengano denunciati per atti osceni. PALERMO – Sicilia Spiagge naturiste in zona Roosevelt, a Mondello e Sferracavallo e sulla Spiaggia delle Vergini, dal capolinea dell’autobus proseguire per le rocce, fino a raggiungere gli scivoli in cemento e da qui alla spiaggia isolata.

BALESTRATE – Palermo – Sicilia Dopo Balestrate arrivando da Palermo. Superare il cimitero di Balestrate e raggiungere la spiaggia, costeggiarla fin dove termina la strada, parcheggiare e proseguire a piedi.

SIRACUSA – Sicilia Spiagge nudiste alla foce del Ciane presso il Tempio di Giove e circa 1 km dopo il Lido di Sayonara.

MAZARA DEL VALLO – Trapani – Sicilia Spiaggia naturista sul lungomare alla periferia in direzione Trapani sulla strada sterrata.

SAN VITO LO CAPO – Trapani – Sicilia Tranquilla spiaggia nudista. Da Castellamare del Golfo prendere la Statale 187 verso Trapani e svoltare a destra dopo 4 km per la frazione di Scopello; in località Guidaloca superare il ponte e raggiungere la tonnara di Scopello con i faraglioni, lasciare l’auto alla galleria in fondo alla strada e raggiungere a piedi la spiaggia.

CASSIBILE – Siracusa – Sicilia Un’azienda di prodotti biologici gestita da una famiglia che ospita anche naturisti. Corsi, seminari, gruppi di meditazione e altro. Attenzione: non esclusivamente naturista.

SELINUNTE – Trapani – Sicilia Casello 41: Spiaggia Foce del Belice con adiacente una bellissima pineta. Dalla A29 uscite allo svincolo “Castelvetrano” e seguite le indicazioni per “Selinunte”. Sulla statale 115, a 6 km dall’autostrada, imboccate l’uscita per la SP 56 alla volta di Menfi e Portopalo: seguite le indicazioni per raggiungere il Paradise Beach Hotel e la Riserva orientata della foce del fiume Belice. A 2,7 Km troverete una deviazione per la riserva: non imboccatela e proseguite lungo la SP 56 per altri 2 Km dove troverete, in prossimità di una curva in leggera salita, una svolta per il Paradise Beach Hotel e la seconda entrata per la Riserva; imboccate la strada secondaria: a 1,7 Km troverete un bivio, non andate verso l’hotel e mantenetevi sulla sinistra : la strada andrà in salita e piegherà per due volte sulla sinistra; a 1.3 km troverete una traversa sterrata sulla destra che vi porterà verso il mare. La traversa è anche segnalata da una scritta gialla (Spiaggia nudista) sul muro di una casa in costruzione posta sulla sinistra della strada. Raggiungete il piccolo parcheggio, lasciate la macchina, e proseguite a piedi lungo il sentiero che vi porterà giù in spiaggia. Una volta raggiunta la spiaggia muovetevi verso sinistra poichè a destra ci sono gli ombrelloni del Paradise Beach Hotel. Percorrete circa duecento metri e sistematevi a godere del sole e del mare.

VENDICARI – Agrigento – Sicilia Si raggiunge da Siracusa proseguendo verso Avola, Noto -Pachino, lungo la statale 115. L’ingresso principale della riserva si trova lungo la Noto – Pachino. Ed è segnalato da un’indicazione turistica. L’asciata l’auto al parcheggio, si entra in riserva e si seguono i sentieri predisposti dalla forestale. Il tratto di spiaggia in cui è possibile stare in tranquillità si raggiunge dopo circa quindici minuti di passeggiata: è la zona di fronte all’isolotto di vendicari, subito individuabile appena raggiunta la spiaggia. Consiglio evitare i weekend. La zona è caratterizzata da un nudismo spontaneo, dettato dalla natura in qualche modo selvaggia del luogo.(vi invito a visitare la spiagga di Calamosche sempre in riserva) All’ingresso della riserva c’è sempre un presidio del corpo forestale.

ELORO – Agrigento – Sicilia Presso gli scavi di Eloro (vicino Vendicari) c’è una stupenda cala naturista liberamente gay.

MARINELLA DI TINDARI – Messina – Sicilia La spiaggia è quella di Marinello, i famosi laghetti di Tindari in provincia di Messina. Sotto il santuario di Tindari, subito dopo Patti in autostrada uscita Falcone. Il posto è splendido e vastissimo è facile proprio per questo praticare in tutta tranquillità il naturismo, inoltre è molto frequentato da turisti, gente con la mente un pò più aperta.

LASCARI – Palermo – Sicilia La spiaggia di Lascari è vasta e spopolata, ed è frequentata da naturisti. Dall’autostrada Palermo-Catania, uscire a Buonfornello; dopo 2 km prendere a destra il bivio per Lascari; a poche decine di metri imboccare sulla destra una stradina con sottopassaggio; alla fine un bivio porterà a sinistra verso Gorgo Lungo (dove bisogna andare) e a destra verso la spiaggia attrezzata di Lascari. Quest’ultima, raggiungibile anche dalla spiaggia di Gorgo Lungo, può essere comunque tappa per rifocillarsi al bar.

PANTELLERIA – Trapani – Sicilia Possibilità di praticare il naturismo su quest’isola.

CATANIA – Sicilia Villa Romeo è la più completa, articolata ed elegante realtà gay di tutta Italia Comprende insieme, in un’elegantissima villa principesca del ‘700, discoteca, sauna e pub-ristorante. Villa Romeo si trova a Catania, nei pressi della stazione centrale in un’anonima viuzza di fronte alla stazione.

18 luglio, 2008

Finanziamenti per Archeologia Navale di Trapani

Si è tenuta, venerdì 11 luglio 2008, nella Sala Conferenze della nuova sede dell’Ateneo di Trapani di Archeologia Navale, la cerimonia per l’assegnazione dei finanziamenti, da parte della Banca di Credito Cooperativo di Paceco, per i tre laboratori di ricerca: laboratorio di “Archeologia Fenicio – Punica”, laboratorio di “Modellismo Navale” e laboratorio di “Paleontropologia e Preistoria”, recentemente istituiti. Il corso di studi in Beni Archeologici è stato attivato già da qualche anno con una convenzione tra il Consorzio Universitario di Trapani e l’Università di Bologna e nello specifico con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna. – La Banca di Credito Cooperativo di Paceco ha messo a disposizione 1.000 euro per ogni laboratorio di ricerca- dice il professor Francesco Torre, coordinatore didattico del corso di laurea in Archeologia Navale, nonchè promotore della manifestazione. Le istituzioni intervenute: il Vice Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Paceco, Antonino Piacentino; l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Trapani, Francesca Scalabrino; il direttore del Dipartimento dell’Università di Ravenna, Professore Bonfiglio e il Vice Presidente del Consorzio Universitario, Professor Giovanni Curatolo sono tutte state concordi che tali finanziamenti, proprio in un momento di difficoltà economica, oltre ad essere un’incentivazione all’attività di ricerca rappresenta una grossa opportunità per l’occupazione dei giovani del nostro territorio.

Giovanna Cusenza

25 giugno, 2008

IL CLOCHARD

Romanzo di Nicola AmatoSi rivela ottima penna, Nicola Amato, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione televisiva e multimediale, già autore di due libri di saggistica, che stavolta, si cimenta in un genere diverso dal suo: il romanzo.

Narra di un giovane manager che all’apice del successo, accecato dalla bramosia di potere, cade nel baratro della sua esistenza e si ritrova a vivere una vita da clochard, fatta di stenti e sofferenze in una grande città dei giorni nostri.

Una storia di emozioni, approfondimenti sulla vita, angosce e rivalse che coinvolge anche chi non immagina nemmeno che la sua esistenza possa prendere una piega così indesiderata. E’ un monito all’effimero che ci guida nelle scelte di ogni giorno, è un ritorno alla moralità fatta di esigenze minime ma vitali.

Quello dei “barboni”e degli “emarginati” è un argomento di attualità tra i più scomodi per la nostra società, affrontato e trattato con sapienza e partecipazione in un linguaggio efficace e realistico: l’autore, attraverso le pagine del suo romanzo, riesce pienamente a trascinarci nell’avvincente e doloroso viaggio percorso dal protagonista permettendoci anche di riflettere e meditare su un dramma sociale di tale entità e sulle sempre probabili possibilità di riscatto.

———————

Scheda del libro:

Autore: Nicola Amato

Titolo: Il Clochard

Editore: Il Melograno

Collana: Esperimenti

Prezzo: € 12,90

Pag.: 176

12 aprile, 2008

SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau

Filed under: cusenza giovanna,sicilia,www.ilveliero-web.com — elimonews @ 4:46 pm

Per una rivalutazione del territorio della Sicilia occidentale

SANVITO4Nell’Aprile 2008 nasce “SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”, associazione di operatori come indice di riferimento per garantire agli organizzatori degli eventi, ai tour operator e ai visitatori la scelta più giusta per pianificare incontri d’affari, convegni, programmi di promozione turistica e di svago, orientandoli tra le opportunità del territorio in cui opera.

 

Fino ad oggi il litorale della Sicilia occidentale, esteso dalla provincia di Trapani alla provincia di Palermo, territorio dotato di innate potenzialità eco-naturali poco sfruttate, è stato tagliato fuori dai circuiti turistici da una politica che non ha evidenziato la possibilità di uno sviluppo turistico di qualità, puntando su prezzi bassi e convenienti che hanno attirato, ad oggi, principalmente i turisti della domenica.

 

A fronte di tutto ciò, l’associazione “SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”  è stata creata con lo scopo di  attivare nuovi circuiti turistici, sia nazionali che internazionali, coinvolgendo forze produttive ed associando operatori motivati ad avviare una nuova crescita turistica operando nei seguenti settori:
– Organizzazione Eventi, Congressi, Meetings, Conferenze – Corsi ECM (Educazione Continua del Medico) – Segreterie Associazioni – Delegazioni a Congressi – Convention e Viaggi Incentive
– Editoria turistica – Progetti speciali.

 

“SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”  si accinge ad offrire il massimo supporto per l’organizzazione completa di convegni nazionali ed internazionali, pianificazione dell’evento, ricerca e gestione sponsor, segreteria organizzativa.
Il centro grafico associato progetta l’immagine, cura la realizzazione degli stampati e la loro divulgazione ottimizzando risultati ed investimenti.

Le nostre agenzie di viaggio offrono ogni tipo di supporto per spostarsi nel mondo. Biglietteria aerea, navale, marittima e ferroviaria, prenotazione alberghiera, assistenza in aeroporto ed in albergo. Inoltre sono organizzate escursioni turistiche nel nostro territorio.

Giovanna Cusenza

20 ottobre, 2007

BAVAGLIO ALL’INFORMAZIONE VIA INTERNET. IL VIZIETTO PERPETUO DEL POTERE: LA PROPOSTA DEL GOVERNO E LA NECESSITA’ DI ABOLIRE L’ORDINE DI GIORNALISTI

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 10:51 am
Tags: , ,

Firenze, 19 ottobre 2007. Il Consiglio dei ministri ha licenziato un disegno di legge che prevede l’obbligo di iscrizione ad uno speciale registro per chiunque abbia un’attivita’ editoriale in Internet, dal piccolo sito al blog: “Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale (disegno di legge 3 agosto 2007)”. Quindi burocrazia, spese e, soprattutto, sanzioni penali piu’ pesanti in caso di diffamazione. Secondo questo disegno, e’ da intendersi come attivita’ editoriale inventare e distribuire un prodotto anche senza scopo di lucro. A decidere il tutto sara’ l’Autorita’ per le Comunicazioni (Agcom) che ne avra’ i poteri su delega della legge.
Il vizietto continua ad esser tale. Ci avevano provato nel febbraio 2002 con la legge comunitaria 2001, ma arrivarono al compromesso attualmente vigente: chi fa informazione on-line non ha l’obbligo della registrazione della testata giornalistica, a meno che non ci si voglia avvalere delle provvidenze della legge sull’editoria del 2001 (un regalo che fu fatto all’ordine dei giornalisti sancendo che non tutti hanno stessi doveri e diritti, e questi ultimi sono solo ad appannaggio di chi si prostra al potere corporativo degli ordini professionali). Ora ci riprovano anche se lo chiamano in modo diverso, ma il problema resta grosso come un macigno contro la liberta’ di informazione, di lavoro e di professione, cioe’ l’esistenza dell’ordine dei giornalisti a cui, in un modo o in altro, chi informa deve pagare il proprio tributo e sottostare alle loro regole. E’ infatti l’ordine che alimenta l’esistenza di un mercato ipocrita del mestiere giornalistico (le gabole degli editori per far lavorare i giornalisti senza sottometterli ai pesanti contratti imposti dall’ordine, sono pane quotidiano), cosi’ come condiziona, con la sua ridicola etica professionale, la circolazione delle idee. Oggi c’e’ un luogo che sfugge a queste tenaglie, e’ la Rete, e questo non torna in termini politici ed economici, cioe’ censura e lettori che lasciano la dalla carta stampata. Ecco quindi la decisione di intervenire con questo registro di iscrizione di serie B. Crediamo che, come fu fatto nel 2002 per impedire l’arrivo dell’ordine corporativo in Rete, altrettanto, e molto di piu’, andra’ fatto anche questa volta.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pagina successiva »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.