Giovanna Cusenza – Giornalista Free Lance International Press

8 gennaio, 2007

FERDINANDEA isola per un giorno

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 3:54 pm

Ferdinandea6L’isola, nell’immaginario collettivo, rappresenta qualcosa di misterioso e affascinante. La leggenda, da sempre, narra di isole emerse tra le spume marine, di una loro apparizione fugace e del loro repentino reimmergersi tra il ribollire delle acque, trascinandosi dietro illusioni e sogni da parte di chi assicurava di averle viste.

È  quanto avvenne un bel mattino di luglio del 1831 al largo di Sciacca, nel canale di Sicilia: nell’arco di pochissimo tempo emerse dalle acque un lembo di terra che giorno dopo giorno s’ingrandì fino ad assumere discrete dimensioni. La massima estensione raggiunta dall’isola fu di 4800 metri di circonferenza , alta 63 metri di forma circolare ma irregolare in altezza. Il fatto si ripeteva per la seconda volta dopo il 10 a.C. e i geografi siciliani che per primi la rilevarono pensarono subito di chiamarla Ferdinandea per dedicarla al loro re, Ferdinando II di Borbone che veniva in quel periodo da Napoli a Palermo per festeggiare Santa Rosalia, alla quale fu dato il merito del miracolo della comparsa dell’isola. In verità, la ragione è un’altra: nel mondo ci sono isole, tutte rigorosamente di origine vulcanica, la cui esistenza non solo è fortemente precaria ma la cui vita in qualche caso è davvero durata il breve volgere di un mattino.

Ferdinandea, sorse a causa di un fenomeno vulcanico, cosa del resto comune nei mari, considerando che al di sotto degli oceani scorrono ben 70.000 chilometri di dorsali oceaniche che determinano circa l’80% del eruzioni vulcaniche che si verifica annualmente sul pianeta. Infatti, nei giorni che precedettero l’emersione, si erano percepite, sia a Sciacca che a Palermo, scosse di terremoto e dal tratto di mare di fronte alla cittadina siciliana proveniva un odore di zolfo dovuto all’idrogeno solforato in quantità tale da annerire gli oggetti d’argento. Altre navi di passaggio riferirono d’aver notato un ribollimento delle acque, e alcuni marinai che tornavano dalla pesca notarono nella stessa zona una gran quantità di pesci galleggianti, alcuni morti, altri tramortiti. Dopo, ebbe inizio un’eruzione con lapilli, pomici, tufi e scorie infuocate che provocò la nascita della nuova isola.

La notizia si sparse rapidamente, e da quel momento iniziò la questione della sovranità sull’isola: gli inglesi inviarono navi e  ne presero possesso  battezzandola Graham island, anche i francesi sbarcarono a loro volta e ne reclamarono il possesso  per il loro paese denominandola Giulia, in ricordo del suo mese di nascita. Ma l’isola, s’inabissò nel mare in soli cinque mesi, facendosi beffe delle corti europee e lasciando aperta la questione: oggi è un paradiso marino ricco di flora e fauna che, ogni tanto sembra risvegliarsi come accadde nel 2000; ma i geologi, che la tengono  costantemente sotto controllo ritengono che non ci sia alcuna riemersione imminente.

Una prova che la storia raccontata non è una leggenda marina è data da alcuni reperti lavici, provenienti proprio dall’isola di Ferdinandea, tenuti nel Museo Geologico “G.G. Gemellaro” dell’Università di Palermo

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