Giovanna Cusenza – Giornalista Free Lance International Press

8 gennaio, 2007

Pasqua Spagnola in Sicilia

Filed under: Uncategorized — elimonews @ 3:52 pm

Per tutta la settimana che precede la Pasqua le antiche strade dei centri storici delle cittadine in Sicilia, sono percorse da processioni che, per la maggior parte, affondano le loro radici nella storia del cristianesimo spagnolo. Infatti, a diffondere in Sicilia molti elementi tragici, tipici della religiosità spagnola, furono i Gesuiti che, a metà settecento, espulsi dalla Spagna, arrivarono alle coste dell’Italia meridionale. Ciascuno dei nostri paesi ha un suo rito da celebrare che, prendendo spunto dalle pagine del Vangelo, esprime la propria devozione in un modo tutto particolare.

Tra le processioni più caratteristiche ne annoveriamo alcune.

La processione dei Misteri, a Trapani del Venerdì Santo merita, senza dubbio, di essere vista per l’atmosfera suggestiva creata dalla partecipazione e il calore popolare. Si tratta di statue di legno, scolpite nel XVI – XVII sec. da artigiani locali, decorate con vesti pompose e gioielli preziosi che raffigurano la Passione di Cristo. Ogni gruppo viene portato in spalla dai rappresentanti delle antiche corporazioni cittadine e sfilano per le principali vie del centro.

A Prizzi, in provincia di Palermo, proprio il giorno di Pasqua, avviene la celebrazione di un rito caratteristico, l’Abballu di li diavuli. Rievocazione arcaica dell’eterna lotta tra il bene e il male,effigiato con grandi e terrificanti maschere. In questa occasione l’inferno è rappresentato dall’osteria, dove sono portati i dannati per espiare le proprie colpe. La Vergine, la sera, con gli angeli, libera il paese dai dannati, i quali, per accattivarsi la simpatia della gente, distribuiscono i “cannateddi”, dolcetti a base di ricotta.

San Fratello, paese della provincia di Messina, è patria della Festa dei Giudei. In questa colonia longobarda fondata mille anni fa da Ruggero I, re normanno, la cerimonia dura tre giorni, dal mercoledì  al venerdì Santo. I Giudei, rappresentati dagli abitanti del luogo, con maschere colorate e vesti arabescate, attraversano le vie del centro animandole con strani spettacoli di danza con un sottofondo musicale dato dalle trombe.

In provincia di Catania, ad Adrano, la Diavolata e la Angelicata, celebrata la domenica di Pasqua. Nella piazza principale del paese, Piazza Umberto I, di fronte al castello normanno viene rappresentato, su di un grande palcoscenico, i due mondi ultraterreni: l’Inferno e il Paradiso, un testo risalente al XVIII e attribuito ad un sacerdote adrianita; la Diavolata ha come protagonisti cinque diavoli guidati da Lucifero, la morte, l’arcangelo Michele, l’anima, ed ha come tema la salvezza dal peccato dell’umanità grazie all’intervento di Cristo Risorto. L’ Angelicata, invece, inscena l’incontro tra la Madonna e il Cristo con il trionfo del Bene sul Male.

I riti della settimana Santa di Enna risultano certamente particolari rispetto ad altri poiché qui accade qualcosa di originale che non si riscontra altrove: un’infinità di personaggi che ordinati e composti percorrono le vie per l’intera Settimana. La sentita e concreta partecipazione delle dieci confraternite presenti nella città avvicinano tali celebrazioni a quelle che avvengono nello stesso periodo a Siviglia. I riti nacquero appunto, durante la dominazione spagnola, quando le Confraternite vennero autorizzate a costituirsi come organizzazioni religiose. Il mercoledì Santo le Confraternite portano in spalla in processione i simulacri del Cristo e dell’Addolorata abbelliti dai doni dei fedeli. Il giovedì Santo oltre duemila frati incappucciati accompagnano con ceri e torce le statue del Cristo morto e dell’Addolorata in processione fino a tarda notte. Il venerdì Santo i confrati nel Duomo dove sono stati riposti i due simulacri partono per un’altra processione che durerà fino a notte fonda, per poi rientrare nel Duomo. Infine l’ultima celebrazione, quella della “Paci”, ovvero l’incontro tra la Madonna ed il Figlio Risorto, evento che attua la scomparsa del dolore e l’arrivo della festa. Le due statue, portate nel Duomo, ivi resteranno per una settimana. 

Per le prossime festività si prevede una presenza massiccia e partecipata di turisti provenienti dalle città italiane e straniere attirati dall’interesse che suscitano le manifestazioni che si svolgono in Sicilia per le atmosfere suggestive che la compattezza, il silenzio, il rumore di passi lenti, le note solenni delle tradizionali marce funebri riescono a creare. 

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