Giovanna Cusenza – Giornalista Free Lance International Press

22 novembre, 2011

LA COLOMBAIA A TRAPANI

Torre del Castello di Mare

Torre del Castello di Mare

Nel centro storico della città di Trapani, quartiere Baracche, a qualche metro dalla Torre di Ligné, sorge il porto piccolo, quello dei pescatori, protetto dall’imponente mole della torre Colombaia, chiamata altrimenti torre del Castello di mare.

La costruzione rappresenta una delle cinque torri raffigurate nello stemma della città e, secondo una leggenda, era da qui che i colombi partivano per consegnare i messaggi a chi presidiava le altre torri; un’altra leggenda vuole che il “Castello” si chiami così in onore delle colombe sacre a Venere, dea adorata sul Monte Erice. Il sito rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia e la prima fonte, assolutamente storica, che menziona in questo luogo un insediamento militare, è rappresentata da Diodoro Siculo: sarebbe li sorta intorno al 260 a.C., voluta da Amilcare Barca, generale cartaginese padre di Annibale, una torre detta “Peliade”, al posto del preesistente faro. Il nome deriverebbe dall’aspetto conferito alla costa vista da lontano, da parte di una bassa vegetazione erbacea, che pareva quasi ricoprire di peli la terra. Alcuni storici pensano che la volgare denominazione della Colombaia risale al tempo della dominazione romana, in quel periodo l’isoletta, che serviva ai Cartaginesi come base per le loro battaglie, cadde sotto l’assedio romano e fu conquistata in una sola notte ad opera del console romano Numerio Fabio Buteone. Poi la struttura, abbandonata, diventò nido di colombe.

Opera monumentale, simbolo stesso della città di Trapani che nei tempi passati ha raggiunto il massimo dello splendore, negli ultimi decenni è stata definitivamente lasciata all’incuria dei politici e della burocrazia. Eppure un tempo la “Colombaia” fu nido d’amore tra sovrani e regine! Nel 1360 ospitò la regina Costanza di Castiglia che doveva andare in sposa a Federico III; nel 1408 il re Martino il Giovane fece costruire un pontile in occasione dello sbarco a Trapani della sua seconda moglie Maria. Oltre che un luogo storico, dal 1821, la Colombaia fu adibita a carcere per i trapanesi insorti ai moti indipendentisti italiani, destinazione che mantenne per oltre un secolo. La Colombaia fu anche scenario di misteri: Giuseppe Maltese e Andrea D’Amico, due giovani architetti trapanesi, scoprirono, una decina di anni fa, stilando la loro tesi di laurea sulla Colombaia che, nel 1965, all’indomani della chiusura del carcere, venne murata un’intera ala del Castello. Cosa si voleva celare? E’ proprio a questo punto, che la vita della Colombaia si ferma e comincia la sua rovina, anche se, nel 1993, venne effettuato un restauro conservativo da parte degli architetti Filippo Terranova e Giovanni Vultaggio. Attualmente, la fortezza della Colombaia presenta quattro piani, il più basso dei quali era adibito a cisterna, a pianta circolare scavata nella roccia, alla quale si accedeva attraverso una botola dal piano sovrastante. Quest’ultimo si presenta come un unico ambiente di forma ottagonale, coperto con un solaio ligneo. Il secondo e terzo piano, collegati da una scala in pietra a due rampe in aggetto, si presentano molto simili al primo; unica variante è la copertura del terzo piano costituita da una volta ad ombrello con costoloni smussati che poggiano su otto semicolonnette con capitelli. Da quest’ultimo piano una scaletta, ricavata nello spessore murario, conduce alla terrazza. Nell’insieme la tipologia mostra innegabili influssi svevi a partire dalla pianta ottagonale che la ricollega ad un’altra fortezza sveva, il Castello del Monte che si trova in Puglia ed alla torre “di Federico” ad Enna. Adesso, questa torre ottagonale mostra una recente crepa che diventa sempre più profonda di giorno in giorno, ma anche all’interno il castello si presenta male: pareti e tetti crollati, scritte dappertutto, un vero scempio! Furti e danni che si sono perpetrati in questi anni fino a ridurLa all’odierno stato. Fino a qualche mese fa, legalmente, la “Signora del Mare”, come è stata soprannominata, apparteneva al Ministero per le infrastrutture ed era in gestione ad un ente, l’Autorità portuale, messo in liquidazione, così tutto restava fermo. L’associazione trapanese “Salviamo la Colombaia”, che da anni segue il destino della struttura, chiedeva che si potesse attivare, all’interno della costruzione, una seria iniziativa per recuperarLa e valorizzarLa. Inoltre, durante l’estate, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, sono state raccolte 6.500 firme di cittadini, per chiedere alle Autorità preposte un pronto intervento. E’ stata anche inserita da Legambiente Sicilia nel circuito di una manifestazione “Salvalarte 2008”, e durante la campagna “I Fenici e il mare”(che mira alla riscoperta dei luoghi attraversati da un popolo che ha lasciato nel Mediterraneo un enorme patrimonio archeologico), il Castello è assurto agli onori della cronaca. Non solo, sono stati puntati i riflettori sulle pessime condizioni nel quale versa il complesso monumentale, ma è stato anche messo in risalto il suo straordinario patrimonio architettonico, unico nel suo genere e la sua  particolare collocazione in un ambiente naturale di rara bellezza.

Per quanto riguarda lo stato di stasi burocratica della Colombaia, è notizia degli ultimi giorni, lo sbloccarsi dell’iter di sdemanializzazione dell’immobile. In passato il Comune di Trapani aveva chiesto di acquisirla nel proprio patrimonio, ma nel 2003, sia la Regione Sicilia che la Provincia Regionale di Trapani avevano avanzato le loro pretese per impossessarsene, fermando così tutto. Nel 2005 la Regione Sicilia aveva dato il suo nullaosta al Comune di Trapani, in questo modo mancava solo quello della Provincia Regionale di Trapani. Qualche settimana fa, il Ministero, riprendendo l’iter, ha invitato la Capitaneria di Porto a convocare una riunione, poi tenutasi in Prefettura, durantela qualeil Presidente della Provincia ha rinunciato all’acquisizione della struttura. Si è giunti ad una svolta importante: adesso la costruzione sarà oggetto di recupero e i cittadini in futuro potranno godere di un pezzo di storia e di cultura .

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18 luglio, 2008

Finanziamenti per Archeologia Navale di Trapani

Si è tenuta, venerdì 11 luglio 2008, nella Sala Conferenze della nuova sede dell’Ateneo di Trapani di Archeologia Navale, la cerimonia per l’assegnazione dei finanziamenti, da parte della Banca di Credito Cooperativo di Paceco, per i tre laboratori di ricerca: laboratorio di “Archeologia Fenicio – Punica”, laboratorio di “Modellismo Navale” e laboratorio di “Paleontropologia e Preistoria”, recentemente istituiti. Il corso di studi in Beni Archeologici è stato attivato già da qualche anno con una convenzione tra il Consorzio Universitario di Trapani e l’Università di Bologna e nello specifico con la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna. – La Banca di Credito Cooperativo di Paceco ha messo a disposizione 1.000 euro per ogni laboratorio di ricerca- dice il professor Francesco Torre, coordinatore didattico del corso di laurea in Archeologia Navale, nonchè promotore della manifestazione. Le istituzioni intervenute: il Vice Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Paceco, Antonino Piacentino; l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Trapani, Francesca Scalabrino; il direttore del Dipartimento dell’Università di Ravenna, Professore Bonfiglio e il Vice Presidente del Consorzio Universitario, Professor Giovanni Curatolo sono tutte state concordi che tali finanziamenti, proprio in un momento di difficoltà economica, oltre ad essere un’incentivazione all’attività di ricerca rappresenta una grossa opportunità per l’occupazione dei giovani del nostro territorio.

Giovanna Cusenza

25 giugno, 2008

IL CLOCHARD

Romanzo di Nicola AmatoSi rivela ottima penna, Nicola Amato, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione televisiva e multimediale, già autore di due libri di saggistica, che stavolta, si cimenta in un genere diverso dal suo: il romanzo.

Narra di un giovane manager che all’apice del successo, accecato dalla bramosia di potere, cade nel baratro della sua esistenza e si ritrova a vivere una vita da clochard, fatta di stenti e sofferenze in una grande città dei giorni nostri.

Una storia di emozioni, approfondimenti sulla vita, angosce e rivalse che coinvolge anche chi non immagina nemmeno che la sua esistenza possa prendere una piega così indesiderata. E’ un monito all’effimero che ci guida nelle scelte di ogni giorno, è un ritorno alla moralità fatta di esigenze minime ma vitali.

Quello dei “barboni”e degli “emarginati” è un argomento di attualità tra i più scomodi per la nostra società, affrontato e trattato con sapienza e partecipazione in un linguaggio efficace e realistico: l’autore, attraverso le pagine del suo romanzo, riesce pienamente a trascinarci nell’avvincente e doloroso viaggio percorso dal protagonista permettendoci anche di riflettere e meditare su un dramma sociale di tale entità e sulle sempre probabili possibilità di riscatto.

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Scheda del libro:

Autore: Nicola Amato

Titolo: Il Clochard

Editore: Il Melograno

Collana: Esperimenti

Prezzo: € 12,90

Pag.: 176

12 aprile, 2008

SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau

Filed under: cusenza giovanna,sicilia,www.ilveliero-web.com — elimonews @ 4:46 pm

Per una rivalutazione del territorio della Sicilia occidentale

SANVITO4Nell’Aprile 2008 nasce “SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”, associazione di operatori come indice di riferimento per garantire agli organizzatori degli eventi, ai tour operator e ai visitatori la scelta più giusta per pianificare incontri d’affari, convegni, programmi di promozione turistica e di svago, orientandoli tra le opportunità del territorio in cui opera.

 

Fino ad oggi il litorale della Sicilia occidentale, esteso dalla provincia di Trapani alla provincia di Palermo, territorio dotato di innate potenzialità eco-naturali poco sfruttate, è stato tagliato fuori dai circuiti turistici da una politica che non ha evidenziato la possibilità di uno sviluppo turistico di qualità, puntando su prezzi bassi e convenienti che hanno attirato, ad oggi, principalmente i turisti della domenica.

 

A fronte di tutto ciò, l’associazione “SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”  è stata creata con lo scopo di  attivare nuovi circuiti turistici, sia nazionali che internazionali, coinvolgendo forze produttive ed associando operatori motivati ad avviare una nuova crescita turistica operando nei seguenti settori:
– Organizzazione Eventi, Congressi, Meetings, Conferenze – Corsi ECM (Educazione Continua del Medico) – Segreterie Associazioni – Delegazioni a Congressi – Convention e Viaggi Incentive
– Editoria turistica – Progetti speciali.

 

“SAN VITO LO CAPO COATS Convention & Visitors Bureau”  si accinge ad offrire il massimo supporto per l’organizzazione completa di convegni nazionali ed internazionali, pianificazione dell’evento, ricerca e gestione sponsor, segreteria organizzativa.
Il centro grafico associato progetta l’immagine, cura la realizzazione degli stampati e la loro divulgazione ottimizzando risultati ed investimenti.

Le nostre agenzie di viaggio offrono ogni tipo di supporto per spostarsi nel mondo. Biglietteria aerea, navale, marittima e ferroviaria, prenotazione alberghiera, assistenza in aeroporto ed in albergo. Inoltre sono organizzate escursioni turistiche nel nostro territorio.

Giovanna Cusenza

14 agosto, 2007

Pasquale Gruppuso: Sciacqueria

Gruppuso_PasqualeAmbientato in un paesino rurale della Sicilia occidentale del secolo scorso, il libro racconta gli eventi più rappresentativi della vita di quel paese in quegli anni: la mafia, il fascismo, l’emigrazione, il terremoto, il benessere, la miseria.

Lo scrittore Pasquale Gruppuso, pittore ed insegnante di Storia dell’Arte, nel suo romanzo storico “Sciacqueria” si serve di un neologismo per evidenziare lo scopo che il testo si prefigge: risciacquare il passato, andare indietro nel tempo per renderlo vivo e presente.

L’autore descrive in maniera minuziosa paesaggi, ambienti, affanni di un popolo da secoli vittima del potere, qualunque esso sia, con un linguaggio semplice e appropriato offrendo al lettore unospaccato di vita di Rinusa, paese immaginario situato nella valle del Belice.

Il testo, come un insieme di quadri, tradisce le origini pittoriche dello scrittore, facendo trasparire la sua sensibilità e l’attaccamento alla propria terra alla quale si è sempre interessato con sue opere e col suo impegno per il sociale.

Si consiglia la lettura, scorrevole e lineare, a coloro i quali, vogliano fare un excursus nella vita passata di questa terra.

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SCHEDA DEL LIBRO:

Autore: Pasquale Gruppuso

Titolo: Sciacqueria

Editore: Navarra

Prezzo: 10,00 Euro

Pag.: 107

20 giugno, 2007

LA STEGANOGRAFIA DA ERODOTO A BIN LADEN

amatoE’ più interessante un’apparizione di Bin Laden davanti ad una grotta o uno sterile comizio politico? Cosa nasconde un semplice comunicato? L’arte di comunicare è apparentemente semplice ed intuitiva ma per avere effetto deve celare studi, strategie e tecniche non sempre nuovissime ma nascoste alla maggior parte della gente.
E’ con un linguaggio chiaro e semplice che il tecnologo della comunicazione audiovisiva e multimediale Nicola Amato introduce il lettore nel complicato mondo della steganografia, tecnica antichissima per celare informazioni. Il suo libro può essere considerato una vera e propria guida alle tecniche elusive della comunicazione. La lettura risulta scorrevole e piacevole scivolando facilmente per le pagine del libro alla scoperta della steganografia: si spiega il sistema di watermarking, come attaccarlo e l’ evoluzione storica della tecnica partendo, come suggerisce il titolo, da Erodoto e passando attraverso Tritemio e Cardano sino a Bin Laden. Viene illustrata l’importanza dei moderni software steganografici e se ne spiega l’utilizzo. Si definisce la steganalisi, che è la scienza che si occupa di rompere i sistemi steganografici cercando di scoprire il messaggio nascosto all’interno di un messaggio contenitore. Il testo, unico in Italia nel suo genere, dato che esistono solo libri in inglese sull’argomento, fornisce le basi allo studio della materia. I riferimenti bibliografici, riportati accuratamente, si servono di fonti americane come la sitografia riportata. L’autore si rivolge prevalentemente agli appassionati di tecnologie informatiche, ciò nonostante il testo risulta interessante anche per i neofiti poiché apre una porta su un mondo sconosciuto ai più ma di grande attualità.
Scheda del libro:

Autore: Nicola Amato
Titolo: La steganografia da Erodoto a Bin Laden
Edito da: Iuculano Editore
Collana: Biblioteca universale
Prezzo: 15,00 Euro
Pagine: 144
ISBN: 978-88-7072-765-4

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